Cittadella-Lecco, le parole di Foschi: «Mi aspetto una reazione»

Alla vigilia di Cittadella-Lecco, che si disputerà oggi, domenica 1° ottobre al Pier Cesare Tombolato di Cittadella, il mister bluceleste Luciano Foschi ha parlato della difficile situazione della squadra, chiamata ancora a raggiungere la prima vittoria in questo campionato di Serie B 2023/2024.

La conferenza

Ipotesi cambio modulo: «Questa settimana abbiamo avuto tanto tempo, abbiamo lavorato su tutte le cose che si possono migliorare, dalla disposizione alla scelta degli uomini. Abbiamo lavorato per essere preparati a tutto e quando arrivo a questo punto della settimana mi devo porre delle domande. Gli allenatori devono avere la coscienza dalla parte della ragione. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, al di là degli avversari. Rispetto a martedì mi aspetto una reazione da ogni singolo giocatore e tornare a fare la prestazione. Ritengo che la squadra sia all’altezza, al di là di tantissime voci, io vedo una squadra che non è stata messa sotto da nessuno, se non nel primo tempo del Catanzaro anche se nel secondo tempo potevamo pareggiare la partita. Col Brescia in casa ce la siamo giocata alla pari e meritavamo più di un punto e a Modena stesso discorso; abbiamo avuto le nostre occasioni. Martedì scorso abbiamo fatto un passo indietro e la prestazione è stata sicuramente al di sotto. Ma abbiamo perso di misura per un episodio. Io devo mettere i giocatori nelle condizioni di poter rendere. Difesa a 4? Tutto è possibile, l’abbiamo provata anche se diventa complicato per le caratteristiche dei giocatori, però ci può stare, può essere una soluzione. La squadra è viva, crea occasioni e concede opportunità ma su errori singoli. Non credo esista un modulo per farci vincere. Ci manca un pizzico di fortuna per un risultato importante che ci darebbe forza, consapevolezza e coraggio»

Le voci sul possibile esonero: «È una cosa che non mi appartiene. L’unica cosa che posso fare è allenare e cercare di fare tutte le cose perché la squadra possa essere pronta. Per quanto riguarda la società, come per tutte le società in cui sono stato, non è una decisione mia. Io sono molto onesto e sincero. In precedenza mi è capitato di subire esoneri in situazioni in cui la squadra aveva bisogno di un cambio, però sinceramente ora questa situazione non la vedo, i ragazzi hanno dedizione e ci seguono ad occhi bendati, sono convinti che prima o poi arriverà il risultato. Credo che un proprietario di una società se esonera l’allenatore solo per i risultati senza guardare quello che c’è intorno, ed è un mio punto di vista, è un folle, perché chi fa calcio valuta tante cose, non solo i risultati, ma anche particolari che vanno al di là, come il gruppo che segue l’allenatore, le capacità del mister. Altrimenti è troppo facile. Il calcio è un gioco e come tutti i giochi ha l’imponderabile. Io cerco di lavorare sempre con il massimo impegno senza pensare a quello che possa succedere. Poi c’è un presidente, c’è un vicepresidente, un direttore sportivo e un direttore generale, faranno le loro valutazioni in base alla loro capacità e alle loro idee. Io ragiono con la mia stessa. Rispetto tutti e vado avanti per la mia strada»

Caso Tordini: «È passata e va bene così, è un giocatore importante ma deve capire che lo è. Se riesce a capire quanto è importante per noi avrà più possibilità di giocare e lo deve capire durante la settimana, negli allenamenti, nel sacrificio, negli atteggiamenti. È un giocatore che io tengo in grande considerazione»

La prestazione con la Feralpi e gli strascichi: «Cerco sempre di capire il motivo per cui succedono certe cose. Vado a Modena e trovo una prima quadra e nella mia testa mi chiedo perché dobbiamo cambiare. Poi la differenza è che io la formazione la devo fare prima della partita, gli altri la fanno dopo. Io ho perso in partenza. Ma la formazione che faccio prima è figlia di quello che vedo. Non ho pensato al fatto che dopo tre giorni ci sono mancate le gambe. Con la Feralpi cosa ci è mancato? Le gambe? Ma come facevamo a saperlo prima? Se io avessi cambiato mezza squadra dopo Modena e perdevamo. Cosa avreste detto? Il mister è un c****e. Se la azzecchi sei bravo, se la sbagli non hai capito niente. Anche la Feralpi era rimasta quasi la stessa ma hanno più gamba. Mi ha fatto piacere il messaggio di Vecchi del giorno dopo in cui diceva che ‘la differenza tra noi e voi sono tre mesi’. La Feralpi ha fatto tre partite nelle quali ha subito 12 goal e ne ha fatti 0. Dopo la terza partita hanno comprato cinque giocatori. Noi questa possibilità non ce l’abbiamo avuta. Non è un alibi, è un dato di fatto che va sottolineato, altrimenti è troppo facile»

Condizioni di Tenkorang e Sersanti: «Stanno bene, sono entrambi giovani che stanno crescendo. Sersanti ha più un’idea tattica perché ha una scuola giovanile diversa da Tenkorang, un giocatore più da esterno perché ha meno compiti tattici in questo momento, rispetto a Sersanti. Ciò non toglie che Tenkorang non possa fare l’interno come l’anno scorso in Serie C. Domani non abbiamo Galli, abbiamo tanti giocatori che possono palleggiare: Marrone, Degli Innocenti e Crociata. Ma sarà una partita più da seconde palle. Domani serve uno spirito agonistico importante per riscattare la sconfitta con la Feralpi. È un campionato complicato ma mi aspetto una crescita nella prestazione. Possiamo fare risultato solo attraverso la prestazione»

Gli avversari: «Il Cittadella ha una linea di condotta esemplare, è un modello da seguire. Sono tanti anni che prendono dei giovani dalla C, gli danno tempo per diventare giocatori e quando sono pronti li mettono in squadra titolari inamovibili. Ma è un percorso, che l’anno scorso è passato anche da sei sconfitte consecutive. Se invece si diventa matti dopo la prima sconfitta non si può seguire quel modello. Ci sono tanti giocatori di C ma non li hanno presi e buttati dentro subito con il peso della responsabilità. Gli dà il tempo di crescere, ad allenatori e giocatori, è una società molto organizzata. Sarebbe da seguire a 360°. Il risultato del campo è una conseguenza a tutto il resto. Ma ci sono poche di società così, non è una critica alla mia che con i suoi pregi e i suoi difetti ha preso una società in Eccellenza e l’ha portata in Serie B, e da questo punto di vista i lecchesi devono solo dire grazie. Il modello del Cittadella andrebbe imitato da tutti, anche da società importanti, per come sono strutturati e come fanno le cose. Dal punto di vista della squadra, corrono tanto e aggrediscono, ti fanno respirare poco ed è un po’ quello che stiamo cercando di essere noi per tenere botta in questa categoria »