Marelli del Pd: Sono amareggiato dall’uscita di Clara Fusi

Dopo la già tanto discussa uscita di Clara Fusi dal gruppo del Pd e il buco di bilancio in Comune, Alfredo Marelli, ex capogruppo del PD cittadino, ha rilasciato la seguente dichiarazione, dando schiettamente a tutti il proprio parere a riguardo:

“Nei giorni scorsi alcune testate giornalistiche hanno titolato alcuni articoli: “L’IRA DI MARELLI”. Nessuna “IRA” ma tanta AMAREZZA da parte mia. In particolare dopo che il Pd cittadino ha speso tempo e risorse economiche per realizzare insieme a tutta la maggioranza un “percorso” di approfondimento per migliorare le modalità di lavoro in gruppo e sul come fare sintesi positiva dei diversi contributi. Poi si può sempre fare meglio, ma noi abbiamo fatto, mentre altri si preparavano a sabotare. Amareggiato soprattutto dopo il tanto e buon lavoro fatto dai nostri Consiglieri guidati con generosità ed efficacia dal Capogruppo Pietro Regazzoni. Neppure loro meritavano questa slealtà dai loro compagni di gruppo. Li ringrazio tutti, anche a nome dei tanti militanti PD. Sul Bilancio sottolineo che dopo una prima ricognizione delle entrate e delle uscite previste dagli Assessorati, i nostri Consiglieri e i Consiglieri di Maggioranza – insieme all’Assessore al Bilancio e agli Assessori di ciascuna area – dedicando passione, competenze e tempo, hanno esaminato nel dettaglio le entrate e le uscite fornite dalla prima ricognizione degli Assessorati e hanno concordato gli “indirizzi” da trasmettere alla Giunta. La Giunta ha poi elaborato il Bilancio Preventivo con il voto unanime di tutti gli Assessori. Sull’uscita dal nostro Gruppo di due Consiglieri. Un amico, militante in politica e nel Pd da lunghi anni, questa mattina mi ha detto: “… la Clara Fusi si è comportata come una persona che chiede un passaggio in auto (autostop) e poi scende e si porta via il sedile…”. Più o meno è andata così. Mi auguro che quanto avvenuto non trovi appoggio politico dentro la nostra comunità che generosamente si impegna ogni giorno per costruire il consenso e poter governare bene, con scelte a favore delle persone e delle loro famiglie”.