Lecco, migliora l’export del legno-arredo del 30 per cento

Settimana di grande fermento per MPI e artigiani del settore legno arredo. Non tutte le micro e piccole imprese saranno interessate come espositori all’appuntamento internazionale del Salone del Mobile ma, stando all’ultima survey promossa dall’Osservatorio di Confartigianato Lombardia, circa la metà del totale delle piccole aziende del Legno Arredo lombarde (il 49% per la precisione) affermano di cogliere, dallo svolgimento dell’evento, benefici, diretti e/o indiretti, a favore del proprio business.

Il settore legno-arredo* in Lombardia conta 8mila imprese attive; un comparto che si contraddistingue per elevata vocazione artigiana che ne rappresenta il 74% delle imprese.

In provincia di Lecco, le imprese attive sono 273 (156 del legno e 117 dell’arredo), di cui l’82,4% artigiane (225) e danno lavoro a 1.290 addetti. Presenti 13 imprese a guida under 35, 1 impresa straniera e 20 imprese alla cui guida troviamo una donna.

Rispetto al 2019, anno pre-pandemia, il numero di imprese del settore ha subito una riduzione in tutti i territori lombardi e Lecco non fa eccezione con un -9,3% totale e -10,2% del settore artigiano.

A livello provinciale l’export dei prodotti in legno e di arredo contribuisce all’1% delle esportazioni del territorio, tuttavia Lecco è al secondo posto in Lombardia per crescita della performance con +31,1%.

“La bellezza e la qualità che sappiamo produrre nel settore legno e arredo sono d’appeal, il Made in Italy è una parola chiave nel panorama del design mondiale, tanto che i mercati esteri verso cui vengono indirizzati per la maggiore i nostri mobili e complementi sono i mercati dell’Est Europa e i Paesi Arabi, seguiti da Stati Uniti, Francia, Germania, Svizzera e Cina – commenta Giampiero Conti, presidente categoria Legno Confartigianato Imprese Lecco e Regionale – Le conoscenze e le competenze espresse dal mondo artigiano rappresentano un patrimonio unico”.

Le MPMI artigiane, attente alle trasformazioni di oggi e di domani, sono sempre più proiettare verso digitale e green. La quota di quelle che hanno fatto almeno un investimento in ambito tecnologico e digitale si attesta al 72,5%, superiore al 69,9% rilevato per il totale Italia. Mentre il 24,8% delle imprese del legno-arredo hanno investito in prodotti e tecnologie a maggior risparmio energetico e a minor impatto ambientale, quota superiore di 2,5 punti rispetto a quella rilevata per il totale imprese (22,3%).

“Il comparto si rivela estremamente attento e sensibile all’evoluzione tecnologica, tanto che il settore è tra i primi sul virtuoso podio dei fruitori di bandi e agevolazioni per il rinnovo del parco macchinari; ciò, evidentemente, implica anche un aggiornamento e un innalzamento del livello delle competenze delle persone che governano i macchinari stessi – puntualizza il segretario generale di Confartigianato Imprese Lecco, Matilde Petracca – È un processo complesso, con lo sguardo rivolto all’innovazione tecnologica e al green, per un minor impatto ambientale e, contestualmente, un maggior risparmio energetico durante l’iter produttivo”.

Secondo i dati dell’ultimo sondaggio web di Confartigianato, tra le difficoltà maggiormente subite vengono indicati i costi di materie prime ed energia che comportano criticità come la riduzione dei margini e il ritardo nelle consegne.  Altra difficoltà indicata riguarda la mancanza di manodopera. Questa evidenza la cogliamo anche attraverso i dati Excelsior-Unioncamere che danno evidenza che a fronte di domanda di lavoro dinamica (+19%), nel 2022 rispetto al 2021, la quota di imprese del legno-arredo che riscontrano difficoltà a reperire i profili professionali ricercati si attesta al 52,5%, alzandosi al 54,1% per le MPI del settore. Tra le figure più ricercate e più difficili da trovare: tappezzieri e materassai (91,2% delle entrate difficili da trovare), meccanici e montatori di macchinari industriali e assimilati (80%) e installatori di infissi e serramenti (75%).

*L’artigianato lombardo opera principalmente nella fabbricazione di porte e finestre in legno (escluse porte blindate), nella fabbricazione di mobili per arredo domestico, nella fabbricazione di parti e accessori di mobili, nella fabbricazione di altri elementi in legno e di falegnameria per l’edilizia, nella fabbricazione di poltrone e divani, nella fabbricazione di mobili per uffici e negozi, confezionamento di biancheria da letto, da tavola e per l’arredamento, nella fabbricazione di imballaggi in legno e nella fabbricazione di altri mobili compresi quelli per arredo esterno.