Saturday Night Artists, intervista esclusiva ad Alioune Badiane

L'attore Alioune Badiane

Domani sera, sabato 18 marzo alle ore 20.00, andrà in scena la seconda serata del Saturday Night Artists, movimento culturale e collettivo artistico per l’arte e la creatività. L’appuntamento è intitolato Short Films Show, e vedrà registi e attori proiettare i loro cortometraggi originali.

Saturday Night Artists è realizzato in collaborazione con la scuola di recitazione Actor-Zone Studio of Acting. Come si legge sul manifesto dell’evento si tratta di un “progetto di incontri per networking & happening aperto a chi vuole cimentarsi in una realtà artistica”. Un evento ad incontri mensili che includerà cinema, teatro, letteratura, musica, canto, danza e arte visiva (pittura, fotografia).

Tra i vari cortometraggi che verranno proiettati nel corso della serata ci sarà Happy End, scritto e diretto da Stefano Cutugno, con protagonisti Alioune Badiane e Alessandro Garascia, prodotto da Purple Entertainment e in collaborazione con NAM3film, Lecco Film Commission, Museo Etnografico dell’Alta Brianza e Parco del Monte Barro. In esclusiva a Il Cittadino, uno degli attori protagonisti del corto, Alioune Badiane, ha parlato del suo lavoro in Happy End e del percorso intrapreso sino a questo momento nel mondo della recitazione.

Happy End

«Happy End racconta le vicende di due ragazzi armeni omosessuali di sedici anni, Tigran e Arsen. Tra di loro c’è una sorta di amicizia che sfocia nella relazione. Sono giovani e non comprendono bene cosa stanno affrontando; condividono un’amicizia stretta e molta passione. La loro storia reale si conclude con il loro suicidio. In Armenia, come in altre parti del mondo, l’omosessualità non è tollerata. In dieci minuti di cortometraggio abbiamo raccontato questa passione e il triste finale. Tigran e Arsen non vogliono mostrarsi insieme in pubblico; c’è una scena di bullismo, una di paura nonostante i due protagonisti sono immersi nel buio, una sequenza in cui il mio personaggio viene invitato a casa nonostante il terrore per il possibile ritorno del padre. Quando i due ragazzi comprendono che il loro amore non verrà accettato e per la paura del giudizio delle altre persone decidono di farla finita insieme. Per me è stata una bella sfida, ho cercato di trovare dentro di me il lato più sensibile, le mie fragilità, per mettermi nei panni di questo personaggio. Alessandro [Garascia, il co-protagonista] lo conosco da tempo e siamo amici. È stato molto bello ed intrigante». Alioune Badiane è un giovane attore di Calolziocorte con all’attivo anche un’esperienza in Rai, nella serie appena trasmessa sulla tv di stato Sei donne – Il mistero di Leila, diretta da Vincenzo Marra, al fianco di Maya Sansa, Isabella Ferrari, Ivana Lotito e Denise Tantucci «Ho girato a Taranto e Bari interpretando un ruolo secondario, un ragazzo di origine ghanese di nome Atou, affetto dalla Sindrome di Asperger, un autismo ad alto funzionamento. Un ragazzo fragile e timido, con una sensibilità molto particolare e anche questo è stato un bellissimo personaggio da interpretare. Sono stato affiancato da un insegnante di sostegno che si occupa di questi ragazzi ed è stato uno splendido percorso. In uscita ora c’è un film indipendente, Fiori di Baggio, che verrà presentato lunedì al Cinema Mexico di Milano e un altro cortometraggio intitolato Porta a porta, nel quale interpreto un ragazzo pakistano che lavora come rider, girato interamente a Roma, che uscirà nelle sale della capitale e nei vari festival»

Alioune Badiane, dal teatro allo schermo

«Ho iniziato il mio percorso in teatro. Durante il liceo ho vissuto un periodo traumatico, tra lo studio e lo sport, era un momento di grande confusione. Mia madre recitava in teatro da giovane ed è stata lei a spingermi verso il palcoscenico, inizialmente controvoglia. Ero un ragazzo timido e il teatro mi ha aiutato molto. Ho iniziato a Calolziocorte e poi sono passato alla Compagnia della Straluna di Airuno, facendo amicizia con moltissimi ragazzi e insegnanti che mi hanno aiutato molto a capire che volevo fare realmente questo nella vita. Avevo tanta passione che volevo diventasse un vero e proprio lavoro, ed è quello che è per me oggi, ho intenzione di proseguire. Mi comporto come un attore professionista. Mi cimento in audizioni, ho dei manager di Roma che mi seguono nel percorso attoriale e sono contento dei risultati che pian piano sto ottenendo»