Festival dei promessi Sposi, Manzoni a Lecco è pop

Inizio suggestivo ed evocativo per la seconda giornata del Festival “Lecco città dei Promessi Sposi”: alle 9.30 il primo nutrito gruppo di appassionati ha potuto imbarcarsi al molo dei Tax Boat per ascoltare la descrizione di Quel ramo del lago di Como … dalla voce di Luca Radaelli, attore, drammaturgo, regista e direttore artistico. “Un rito, un classico con sempre qualcosa di nuovo” ha spiegato Mauro Rossetto, direttore del Museo Manzoniano, introducendo la lettura e sottolineando l’abilità descrittiva e la modernità di Manzoni che anticipa nelle minuzie descrittive il concetto di nicchia ecologica.

Coinvolgente la conferenza condotta da Mauro Rossetto “Manzoni pop 2.0: come avvicinare i giovani ad un grande capolavoro della letteratura italiana” con diversi esperti. Nell’introduzione il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Lecco, Adamo Castelnuovo, ha ricordato che insegnare ai ragazzi Manzoni è una doppia sfida: “Significa chiedere loro quali sono le corde che tocca nella loro vita e, nel caso dei ragazzi di Lecco, significa sottolineare l’appartenenza ad un territorio che entra nella storia della letteratura, che è insieme storia e geografia”. Un tema caro al provveditore che ha un passato professionale a Boston, negli Usa, e ben conosce il fascino che la nostra lingua ha anche oltreoceano.

Ha le idee chiarissime su come avvicinare i giovani al romanzo Stefano Motta (curatore della nuova edizione scolastica de I promessi sposi): “Non bisogna trattarlo da libro scolastico. È un romanzo, non si può iniziare a leggerlo a settembre e finire a giugno. Meglio pensare ad un modulo come all’università e poi leggerlo in classe ad alta voce. Il problema della lingua? Tutti abbiamo letto lo slang romanesco di Rocco Schiavone nei libri di Manzini, o il siciliano di Camilleri, nessuno di noi ha avuto bisogno di una nota o di prendere un vocabolario. La prosodia e il contesto ci offrono il senso del discorso e così è anche per Manzoni. La lettura ad alta voce, le xilografie della quarantana attirano qualsiasi studente, anche annoiato, anche con bisogni educativi speciali”.

Nessun timore di banalizzare il testo attualizzandone la spiegazione nemmeno per Teresa Agovino (docente universitaria autrice di Non basta essere bravi. Bisogna essere don Rodrigo!) “Come dice Camilleri “Ho capito I Promessi Sposi solo dopo aver letto la Storia della colonna infame”. Si può incominciare dal fondo: dal porre la questione del male e della giustizia, la Storia della colonna infame è la storia di Sacco e Vanzetti, di Patrick Zacki per cui loro hanno manifestato”. E sul rapporto tra social media e Manzoni a cui è dedicato il suo “Non basta essere bravi” ha chiosato “Sì, si può spiegare Manzoni coi meme e viceversa”.

A riscrivere in chiave fantasy I Promessi Sposi ci ha invece pensato Beppe Roncari , editor e scrittore, autore di Engaged! Il libro di Renzo . “Il primo a fare un retellig, come si chiamano ora, della vicenda fu lo stesso Manzoni sul manoscritto che disse di aver trovato – ha spiegato- Leggendo il romanzo mi sono detto che era una storie di intelligenze angeliche e diaboliche e ho fatto un lungo lavoro di studio per offrire un contesto storicamente attendibile al mio retelling”.

Insomma Manzoni sembra avere ancora molto da dire, anche alle nuove generazioni e forse con il loro linguaggio.

Il Festival prosegue nel pomeriggio con una visita condotta dalla guida turistica Marta Civillini. La partenza è alle ore 14,30 con ritrovo da Piazza Stoppani. Al centro del percorso le radici proto-industriali, l’originario tessuto insediativo conosciuto da Manzoni nei primi anni della sua vita e riflesso nelle attività lavorative dei protagonisti del suo romanzo,

La giornata si concluderà alle ore 19.00 con l’appuntamento, sempre atteso, di Locanda Manzoni, che, come ogni anno, costituirà la sede per approfondire il tema annuale del Festival con il contributo di Alessandro Zaccuri (scrittore e responsabile comunicazione dell’Università Cattolica di Milano) e Marina Marazza (scrittrice e giornalista, già editor di Disney Italia e collaboratrice di diverse riviste) e le letture teatrali di Tommaso Massimo Rotella e Patrizia Camatel. Come sempre il dibattito sarà inframezzato dall’apericena a cura dell’CFPA di Casargo.

Il programma: Domenica 8 ottobre

Nella mattinata di domenica 8 ottobre, dopo un piacevole Breakfast in Villa (ore 9), verrà presentata ed esposta la donazione di una copia della Ventisettana con una dedica autografa di Alessandro Manzoni alla pittrice Ernesta Legnani Bisi. La donazione è opera della famiglia di Alberto Barzanò, Professore di Storia Romana all’Università Cattolica di Milano, che ha voluto con i suoi fratelli compiere questo gesto in ricordo della madre, diretta discendente della Bisi, ed è costituita da un pezzo di notevole valore collezionistico e storico, essendo tale dedica ancora inedita. La cerimonia sarà arricchita da un convegno sulla Milano artistica e letteraria del Risorgimento, grazie al contributo del Rotary club Lecco.

Il pomeriggio (ore 16) sarà la volta del tradizionale Tea Time in Villa, in cui sarà rievocata l’atmosfera del salotto di via Morone all’epoca della seconda moglie di Manzoni, Teresa Borri, protagonista del fortunato romanzo Le due mogli di Manzoni di Marina Marazza. Nel suggestivo ambiente della “casa museo”, i partecipanti saranno intrattenuti dalle note eseguite dal pianista torinese Giorgio Costa e dalla flautista Elena Cornacchia. Al termine la gustosa pasticceria storica realizzata dagli allievi della Fondazione ENAIP di Lecco.

Domenica sera il Festival si concluderà al Teatro Cenacolo Francescano (ore 21) con un artista tanto popolare quanto grande, che bene incarna la fortuna televisiva del Manzoni POP: l’attore Tullio Solenghi. L’attore genovese, esibendosi in alcune pieces teatrali, rievocherà la realizzazione da parte del trio Marchesini – Lopez – Solenghi de I promessi sposi per la strepitosa versione parodistica, messa in onda il sabato sera da Rai Uno nel 1990. L’attore racconterà le difficoltà incontrate nel produrre gli episodi per l’iniziale diffidenza della Rai, lo stupore positivo nella rilettura “da grandi” del romanzo, le difficoltà e sfide tecniche nel centro di produzione di Torino, dimostrando come anche la lettura parodistica di un capolavoro letterario, per essere efficace, deve basarsi sullo studio del testo originale e su un serio lavoro drammaturgico.

Si ricorda che gli eventi sono gratuiti, tranne quando diversamente specificato, le prenotazioni obbligatorie a prenotazioni@manzonilecco150anni.it