Penne nere, a Lecco la visita del presidente Nazionale

Abbraccio caloroso, quello riservato ieri sera (giovedì 16 novembre) dagli alpini lecchesi al loro presidente nazionale Sebastiano Favero, accolto dal consigliere nazionale Ana Renato Spreafico, di Sirtori, dai responsabili sezionali e dai rappresentanti degli oltre 70 Gruppi del territorio che fanno capo alla Sezione Ana di Lecco presieduta da Emiliano Invernizzi. L’incontro conviviale si è tenuto presso la Baita degli Alpini di Monticello Brianza, dove Favero (ormai dal giugno del 2013 alla guida dell’Associazione Nazionale Alpini) si è amichevolmente intrattenuto con le penne nere per un momento informale ed affettuoso.

Il presidente dell’Ana aveva in precedenza siglato l’atto di donazione, alla Sezione Ana di Lecco, della quota del Rifugio Cazzaniga Merlini ai Piani di Artavaggio ancora in capo alla sede nazionale dell’Associazione. Da ieri il rifugio che sorge a duemila metri di quota è dunque interamente lecchese, mentre proseguono i lavori di ristrutturazione e ammodernamento in vista della riapertura e della ripresa dell’attività prevista per il 2024.

Emiliano Invernizzi ha salutato e ringraziato Favero in particolare per il suo esplicito desiderio di voler incontrare una folta rappresentanza delle oltre tremila penne nere lecchesi (più di 120 quelle presenti), così come ha espresso grande apprezzamento per il lavoro svolto in questi anni da Marco Magni, che l’ha preceduto alla guida della Sezione Ana di Lecco, e da tutti gli alpini che hanno messo e ancora stanno mettendo a disposizione professionalità e impegno personale volontario per dare nuova veste e nuova vita allo storico Cazzaniga Merlini. “Un rifugio – ha rimarcato a sua volta Favero – che diventa un simbolo, la testimonianza concreta di una storia e di valori affermati anche in momenti non facili come questi, a livello internazionale e non solo”.

“Qui a Lecco – ha continuato il presidente nazionale dell’Ana – ho visto un impegno che fa piacere. È lo spirito alpino del dare per gli altri sempre, senza porsi troppi problemi sul perché o sul per chi. Noi alpini siano capaci di essere presenti, perseveranti, di dare e anche di fare un passo indietro quando serve. Ma comunque con la volontà di esserci, sempre. Una voglia di esserci che noto anche dentro l’Associazione: questo è stato il vero anno della ripresa dopo il Covid. Tanti oggi vogliono essere con noi o tornare con noi, iscrivendosi o tornando a iscriversi”.

“Noi alpini – ha aggiunto Favero – vogliamo coltivare la memoria della nostra storia e dei nostri valori. Chi non fa memoria corre il rischio di tornare indietro: e se noi alpini non trasmettiamo valori e identità, allora questa società è finita. La civiltà occidentale sembra ormai credere in sole due cose, il piacere e i soldi: senza piacere la vita non sembra vita, senza soldi non conti niente… No, noi queste cose le combattiamo. E non abbiamo paura di combatterle. Su questo saremo sempre decisi: per noi, e soprattutto per i nostri giovani. Non dobbiamo avere paura di andare avanti difendendo valori e identità”.

Al termine della serata scambio di doni (a Sebastiano Favero il presidente Emiliano Invernizzi ha consegnato due confezioni di formaggi e vini delle nostre terre) e ancora ringraziamenti per l’assessore Roberto De Simone, in rappresentanza del Comune di Monticello; per il giovane sindaco di Vedeseta Luca Locatelli (il Comune di Vedeseta a suo tempo donò parte del terreno su cui sorge il Rifugio Cazzaniga Merlini): per il capogruppo degli alpini di Monticello, Francesco Limonta, organizzatore della serata conviviale, e per tutto il suo staff della Baita degli Alpini.