Lecco: l’addio a Stefano Riva

Il sagrato della chiesa parrocchiale di San Giovanni è diventato il palcoscenico di una scena straziante: una madre in lacrime davanti al carro funebre, una scena che parla di un “perché” senza risposta. La prematura scomparsa di Stefano Riva a soli 29 anni ha gettato un’ombra di dolore e incredulità, culminata nel funerale celebrato da don Marco Bassani, sostituendo don Claudio Maggioni, impegnato altrove.

La cerimonia ha dipinto un quadro struggente, sottolineando la tragedia non solo della morte prematura ma anche di bambini uccisi in guerre, un’ingiustizia che amplifica il senso di smarrimento. Don Marco ha riconosciuto la difficoltà umana nel trovare parole davanti a una realtà che sembra sovrastare e schiacciare.

La fede è emersa come l’ancora di salvezza in questo mare di dolore. Don Marco ha indicato la fede come unica via possibile di conforto di fronte a eventi così ingiusti e ha invitato tutti a guardare al Crocefisso come simbolo di speranza.

La partecipazione numerosa, composta anche da giovani, ha reso omaggio a Stefano, lecchese cresciuto a San Giovanni e poi trasferitosi a Bologna. La famiglia e la compagna Cristina hanno indicato la Fondazione ANT di Bologna come destinataria di eventuali offerte, un gesto di gratitudine per le cure ricevute.

Questo momento di dolore, di lacrime e di domande senza risposta è stato segnato da una profonda ricerca di consolazione nella fede. Il silenzio e la presenza dei presenti hanno parlato di un’umanità colpita nel profondo, cercando luce in un tunnel di dolore incolmabile. La solidarietà e il sostegno verso chi si occupa dell’assistenza sono diventati un faro di amore e gratitudine in un momento così buio.