Lecco-Bergamo: il comitato di Chiuso vuole che si rinunci all’opera

A Lecco, nella zona sud della città, è avvenuto un incontro la scorsa serata inerente la controversa proposta di costruzione di una galleria tra Chiuso e Calolzio sta scuotendo la comunità locale. Con tre diverse opzioni progettuali in discussione, i residenti temono l’impatto che questo progetto potrebbe avere sul loro amato rione.

In un vivace dibattito pubblico che ha coinvolto la comunità locale, il Comune di Lecco e la società ANAS stanno affrontando una decisione importante: quale delle tre ipotesi progettuali per la galleria tra Chiuso e Calolzio dovrebbe essere portata avanti? Questo progetto, apparentemente destinato a migliorare la connettività nella regione, ha generato un acceso dibattito tra i residenti e le autorità locali.

Le tre opzioni in discussione sono state presentate al pubblico come “ipotesi 1, 2 e 3”. Ciascuna di esse porta con sé vantaggi e svantaggi distinti.

Ipotesi 1: Questa opzione si basa ampiamente sul progetto iniziale proposto dalla Provincia di Lecco, ma con alcune modifiche per affrontare le preoccupazioni relative all’esecuzione dello scavo. Utilizza un metodo di consolidamento tramite palificazioni dall’alto, considerato più sicuro, ma che richiederebbe l’occupazione di terreni e, soprattutto, la demolizione di alcune abitazioni temporanee nella zona di Calolzio. La lunghezza della galleria sarebbe di circa 2.5 chilometri, con un costo stimato di 230 milioni di euro.

Ipotesi 2: In questa opzione, il prezzo aumenta a 300 milioni di euro. La costruzione della galleria sarebbe effettuata utilizzando la cosiddetta “talpa”, un metodo più costoso ma con un impatto apparentemente minore sul territorio. Tuttavia, questa opzione ha suscitato preoccupazioni per le conseguenze permanenti sulle abitazioni lungo il percorso.

Ipotesi 3: Simile all’Ipotesi 1, questa proposta utilizza il consolidamento tramite palificazioni dall’alto, ma allunga il tracciato di un chilometro per ridurre le interferenze con le costruzioni private. Il costo stimato è di 260 milioni di euro, ma le principali criticità si concentrano nella zona di attraversamento della ferrovia a Calolzio.

La comunità di Chiuso è profondamente preoccupata per l’impatto che questo progetto avrà sulle loro vite. Durante un incontro pubblico, il sindaco di Vercurago, Paolo Lozza, ha sottolineato che l’Ipotesi 2 sembra comportare il maggior danno permanente alle abitazioni lungo il percorso, secondo la documentazione prodotta da ANAS.

Il sindaco di Lecco ha dichiarato che la sua amministrazione non ha una preferenza definitiva tra le tre opzioni e che il Comitato di Chiuso può esprimere un parere. La comunità, tuttavia, chiede garanzie che i loro interessi e il loro benessere siano preservati, soprattutto alla luce delle esperienze passate in cui progetti simili hanno avuto un impatto significativo sulla loro vita quotidiana.

Mentre le discussioni continuano, una cosa è certa: la decisione finale spetterà al Commissario Straordinario Valerio Luigi Sant’Andrea, che deve prendere in considerazione le osservazioni degli enti coinvolti entro il 4 ottobre. Quale opzione verrà scelta e come affronterà l’impatto su questa comunità sarà una questione cruciale per il futuro di Chiuso e Calolzio.