Lecco: anarchici in piazza contro il 41 bis

Presidio nel pomeriggio di sabato 28 gennaio degli anarchici lecchesi in piazza Cermenati contro il 41 bis, in solidarietà ad Alfredo Cospito. Decine le persone che hanno risposto all’appello, anche da fuori provincia. Non solo anarchici ma anche cittadini di altri credo politico, che hanno voluto essere in piazza per convinzione personale. Nessuna bandiera, ma slogan, striscioni e volantini in una manifestazione pacifica. Presenti a presidiare la piazza le forze dell’ordine.

“L’anarchico Alfredo Cospito si trova in carcere in Sardegna, dallo scorso maggio, quando è stato sepolto vivo nel cosiddetto carcere duro a causa del suo continuare a scrivere, riflettere e far riflettere da dentro le mura delle galere” è scritto, senza meglio dettagliare le condanne irrogate al 57enne, riconosciuto colpevole della gambizzazione di Roberto Adinolfi (dirigente della Ansaldo Nucleare) nonché dell’attentato del 2006 contro la scuola allievi carabinieri di Fossano. Per quest’ultimo episodio deve scontare l’ergastolo. Quale “capo e organizzatore di un’associazione con finalità terroristiche” – e si viene al noccio della questione – a maggio è stato ritenuto dal Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria un rischio per la sicurezza e posto in regime di “carcere duro”.

“Il 20 ottobre – prosegue il foglio distribuito oggi a Lecco ai passanti – ha iniziato uno sciopero della fame ad oltranza contro il regime di 41bis e l’ergastolo ostativo. Siamo arrivati ad oltre tre mesi di lotta, e ora le sue condizioni fisiche sono al limite. In questi 100 giorni il coraggio e la determinazione con cui sta conducendo questa lotta fino all’ultimo respiro hanno dato un enorme contributo a tutte le lotte per la libertà. Si inizia adesso a vedere una crepa intaccare il concetto stesso di “carcere duro”, una crepa che deve allargarsi minando le fondamenta di questo sistema sempre più giustizialista. Fino ad oggi lo Stato si è barricato dietro un violentissimo silenzio, non rispondono alle istanza di revoca del 41bis poste dagli avvocati, ne’ alle svariate sollecitazioni ricevute. Alfredo è stato, di fatto, condannato a morte“.

Ieri la notizia che è stata anticipata da aprile a marzo, l’udienza in Cassazione per la valutazione del suo caso.