Il Ragno Matteo Della Bordella sulla parete dell’Inviolato Pilastro Est

Una nuova via “a goccia”, dritta e logica, da aprire lungo l’inviolato Pilastro est, la cui naturale continuazione è la Cima est (circa 7150 metri), anch’essa inviolata. È questo l’obiettivo della spedizione sull’Ogre (Karakorum, Pakistan) degli alpinisti Matteo Della Bordella, appartenente storicamente ai Ragni di Lecco e François Cazzanelli, supportati dal Club alpino italiano.
Partiti lo scorso 20 giugno insieme al francese Symon Welfringer e allo svizzero Silvan Schüpbach, hanno raggiunto il campo base dell’Ogre, poco oltre i 4000 metri di quota, in pochi giorni di cammino.
Sono dunque iniziate lunghe attese e calcoli precisi per capire quando poter iniziare a esplorare la montagna alla ricerca della miglior via di salita. Nonostante le difficili condizioni meteo, i quattro alpinisti sono riusciti a ritagliarsi lo spazio per salire in quota e compiere le prime rotazioni necessarie ad acclimatare il corpo.
Il primo tentativo di salita è stato abortito dopo solo pochi passi. «Non c’erano le condizioni e la meteo era veramente brutta», hanno spiegato Della Bordella e Cazzanelli. «Ci sono temperature altissime, con lo zero termico a oltre 5500 metri. In più l’altra notte pioveva, mentre sopra i 5500 metri nevicava intensamente. Meglio rientrare al campo base e godersi una calda tazza di tè. In fondo l’alpinismo d’esplorazione è un gioco di paziente attesa, una partita a scacchi tra l’ignoto e il proprio desiderio di guardare nuovi orizzonti».
Il Pilastro est dell’Ogre rappresenta una delle grandi sfide ancora aperte del Karakorum. Circa una ventina di cordate hanno tentato di scalare questa linea magnetica, spingendosi al massimo fino a 6800 metri di quota. Sul portale del Cai loscarpone.cai.it è online il diario di viaggio della spedizione.