Caso Vannacci, le associazioni chiedono le dimissioni di Monteleone

«La presentazione del libro “Il mondo al contrario” del generale Roberto Vannacci, che classifica come “attentatori della normalità” gli immigrati, gli ambientalisti, gli omosessuali e i vegani, è nella sostanza uno stupro del codice etico della Fondazione Monastero del Lavello.Infatti il codice etico impegna La Fondazione “Monastero di Santa Maria del Lavello” a censurare qualsiasi forma di discriminazione basata sulle opinioni politiche, sugli orientamenti sessuali, sulla razza, sulla lingua, sulla religione, sull’età, sullo stato di salute, sulla appartenenza ad associazioni sindacali. Per questo è stata chiesta la revoca immediata degli spazi assegnati al generale Roberto Vannacci!».

Questo il diro attacco della lista Cambia Calozio alla decisione della Fondazione del Monastero del Lavello di concere gli spazi all’associazione Identità europee per ospitare la presentazione del libro del generale Vannacci “Il mondo al contrario” martedì 17 ottobre.

Con Cambia Calolzio si sono unite altre associazioni che hanno chiesto le dimissioni del Presidente della Fondazione del Lavello. È pur vero che il codice etico non verrebbe violato nel momento in cui la Fondazione ha solo concesso lo spazio, ma non ha direttamente organizzato l’evento.

Ecco la lettera delle associazioni al sindaco e alle redazioni: «Nella serata di lunedì 9 ottobre si è svolta, a Calolziocorte, un’assemblea finalizzata a contrastare la concessione di uno spazio pubblico, nello specifico quello della Fondazione Santa Maria del Lavello, all’associazione Identità Europea che qui organizzerà il prossimo 17 ottobre la presentazione pubblica, in compagnia dell’autore Roberto Vannacci, del libro ‘Il mondo al contrario’.
Tra i presenti è prevalso un sentimento di forte sdegno nei confronti di Istituzioni periferiche, di primo o secondo livello che siano, pronte a patrocinare – salvo poi fare un passo indietro per tenuta interna della maggioranza, come nel caso del Comune di Calolziocorte – o a concedere sale a chi propina messaggi d’odio, sessisti, razzisti e xenofobi.
Non solo in quanto l’opera dimostra una scarsa capacità di lettura del presente, ridotto a ricettacolo di ambiti in cui vige la “dittatura della minoranza” di turno, ma anche perché le stesse tesi promosse dall’autore cozzano terribilmente con le finalità istituzionali del luogo che ospiterà l’iniziativa.
Non è un mistero, almeno per i calolziesi, la storia del Monastero di Santa Maria del Lavello. Luogo non solo di culto, ma anche di accoglienza (di viandanti, pellegrini e più recentemente di migranti) e riconciliazione, sentimenti ben riassunti tra gli scopi dello statuto della Fondazione – revisionato a fine 2021 dopo alcuni passaggi istituzionali resisi necessari a fronte della perdita di risorse pubbliche da parte dell’ente.
Ciononostante gli atti di indirizzo non sempre sono garanzia del corretto funzionamento delle realtà che istituiscono. Ne è riprova il fatto che non ci sia stata riflessione alcuna sulla concessione degli spazi all’iniziativa di cui sopra, malgrado gli scopi statutari, la missione e il codice etico dell’ente, in cui si fa riferimento alla “censura (di) qualsiasi forma di discriminazione basata sulle opinioni politiche sugli orientamenti sessuali, sulla razza, sulla lingua, sulla religione, sull’età, sullo stato di salute, sulla appartenenza ad associazioni sindacali”.
Per questo si è convenuto di inoltrare al Sindaco di Calolziocorte e alla Presidente della Provincia di Lecco, in quanto rappresentanti di due delle istituzioni facenti parte l’assemblea dei soci della Fondazione, due note che invitano gli stessi ad adoperarsi presso il CDA del ‘Monastero di Santa Maria del Lavello’ affinché venga revocata la concessione della sala conferenze all’associazione promotrice.
Inoltre si è deciso di condividere, con il più ampio numero di organizzazioni, una richiesta formale di dimissioni dell’attuale presidente della Fondazione, reo di non aver rispettato il codice etico della sua stessa istituzione.
Infine, qualora non ci fosse una rapida presa di posizione che porti alla revoca della sala, i firmatari si impegnano a intraprendere altre iniziative atte a garantire il rispetto dei sopracitati atti di indirizzo.
Cordialità”.
I primi firmatari
Anpi provinciale di Lecco Anpi sez. Valle San Martino Arci Lecco Sondrio Cambia Calolzio
Comitato Salviamo il Magnodeno Partito Democratico Calolziocorte Renzo e Lucio Sinistra Italiana Lecco Telefono Donna Lecco UDI Lecco Unione Popolare Lecco