A Lecco un convegno organizzato dal Rotary con la senatrice Elena Cattaneo

Lunedì 27 febbraio il Rotary Club Lecco ha invitato, presso il Politecnico di Lecco, la Senatrice Elena Cattaneo, ricercatrice e direttrice del centro di ricerca “Unistem” presso l’Università degli Studi di Milano, e il Dottor Stefano Covino, membro dell’Istituto Nazionale di Astrofisica presso l’osservatorio Astronomico di Brera per approfondire e comprendere il ruolo della scienza e del suo metodo nel processo di conoscenza.

Cosa significa al giorno d’oggi, in un presente tumultuoso di fatti ed informazioni, possedere le armi della conoscenza?
Questo l’interrogativo al centro del dibattito promosso da Rotary Club Lecco nella serata di lunedì 27 presso il Politecnico di Lecco. Ospiti autorevoli la Senatrice Elena Cattaneo, ricercatrice e direttrice del centro di ricerca “Unistem” presso l’Università degli Studi di Milano, e il Dottor Stefano Covino, membro dell’Istituto Nazionale di Astrofisica presso l’osservatorio Astronomico di Brera.
L’iniziativa si colloca all’interno di un ciclo di quattro incontri dal titolo “Lecco e il suo territorio, uno sguardo al futuro”, promosso nell’anno 2022 dalla Presidente Maria Venturini in collaborazione con l’associazione culturale La Semina.
Come evidenziato dal moderatore Vittorio Addis, Lecco presenta un volto completamente nuovo, abbandonate le vesti di città a forte vocazione manifatturiera ormai da un ventennio, dialoga con un contesto territoriale fortemente imprenditoriale. È dunque importante definire il ruolo di questo territorio in trasformazione con una metodologia e degli strumenti di lungo periodo. A sottolinearlo è il presidente Andrea Ascani Orsini in apertura della serata: “Dal titolo Armarsi di Scienza quest’incontro si pone l’obiettivo di valorizzare il pensiero scientifico, comprendendo come il metodo non sia solo monopolio
degli scienziati, al contrario permette di produrre mattoni di conoscenza sui quali edificare
la nostra società e guardare al futuro con meno paura”.

Il ruolo della scienza è ampio, trasversale. I temi ampiamenti trattati durante la serata ci introducono ad una dimensione etica, sociale, in stretto rapporto con la politica e l’informazione. Il sindaco Mauro Gattinoni sottolinea l’interconnessione profonda fra metodologia scientifica e ruolo politico.
In tal senso la Senatrice Cattaneo auspica ad una nuova alleanza tra scienza e società, in cui l’importanza del metodo si consolida e si apre alla comunità. “Le indagini internazionali – spiega – dimostrano che le resistenze sociali verso le innovazioni scientifiche si attenuano quando migliora il rapporto di fiducia fra cittadini e istituzioni politiche e scientifiche. Quando, come comunità scientifica, saremo in grado di trasmettere quanto scoperto sui banchi di laboratorio realizzeremo quel collante estremamente proficuo per la comunità che trova, da un lato, le visioni e le conquiste scientifiche e, dall’altro, la necessità partecipativa dei cittadini”. Anche la politica deve agire, distante dalla demagogia, per divenire portavoce ed interprete autentica degli interessi della collettività fornendole prove documentate ed evidenze scientifiche su cui fondare scelte consapevoli.
Centrale in questo sviluppo socialmente sostenibile è la ricerca accademica, fattore propulsivo per la conquista di un gradino più alto nella scala della conoscenza. All’interno del territorio lecchese avere un centro studi ed un CNR come il Politecnico consegue questo obiettivo. Spiega Stefano Covino: “La scienza è libertà nella sua dimensione etica.

La possibilità di studiare e fare ricerca è una gemma che si innesta nel territorio, dalla quale non può che generarsi positività. Conoscere, studiare, progredire permette di scardinare qualsiasi principio di autoritarismo in nome di un sapere condiviso e quindi democratico. Non c’è dunque investimento più necessario che promuovere e implementare centri studi come questo. Al contrario il prolungarsi di un periodo di stasi nelle politiche sociali e di investimento può determinare conseguenze nefaste in termini
economici ma soprattutto umani”.