Fake news su acqua lombarda, Lario reti rassicura “Tutto ok”

Rispetto alla pubblicazione di notizieallarmanti sulla qualità dell’acqua pubblica da parte di Greenpeace, si fa sentire in maniera netta Water Alliance –Acque di Lombardia, tramite il portavoce Enrico Pezzoli: “È nostro dovere rassicurare i cittadini lombardi, turbati da una clamorosa fake news circolata in queste ore. L’acqua che esce dai rubinetti della nostra regione non presenta alcun rischio per la salute. Affermare il contrario significa procurare un allarme assolutamente ingiustificato, assumendosi gravi responsabilità sia civili che penali”.

Sono state completamente travisate le informazioni fornite dai 13 gestori pubblici del Servizio Idrico Integrato che fanno parte della rete Water Alliance e che collaborano all’insegna dell’assoluta trasparenza che connota un servizio pubblico votato a tutelare un diritto essenziale della cittadinanza.In merito ai dati pubblicati da Greenpeace, Lario Reti Holding ritiene opportuno fare chiarezza relativamente ai seguenti aspetti:

All’interno dei dati forniti a Greenpeace dalle aziende di Water Alliance vi sono anche i risultati forniti da Lario Reti Holding circa numerose analisi svolte tra il 2019 e il 2022 sulleacque della nostra provincia. Su circa 530 parametri analizzati, non sono mai state riscontrate tracce di PFAS.•I dati pubblicati da Greenpeace e ricevuti da Water Alliance sono quasi esclusivamente relativi ad acque “grezze”, cioè non potabilizzate e non trattate.

•La mera presenza di PFAS in un campione nonne determina la pericolosità,in quanto tale dato è stabilito dalla concentrazione, cioè dalla quantità di inquinante presente in un litro di acqua –tale definizione è riconosciuta a termini di leggeed è inclusa anche nel recentissimo D.lgs 18/2023.•L’autorità preposta al controllodi sicurezzaealla dichiarazione di potabilitàdell’acquadel nostro territorioè ATSBrianza, che non hamai emesso alcuna ordinanza né effettuato segnalazioni in merito.Èquindi da escludere categoricamente l’ipotesi che l’acqua pubblica bevuta in Lombardia non rientri nei canoni non solo della legge in vigore, ma anche della effettiva tutela della salute dei cittadini.